Cari visitatori,
ecco un articolo trovato su internet a proposito de "Il giardino dei limoni" che vedremo giovedì.
Buona lettura! E se avete qualsiasi domanda, o qualsiasi commento sull'articolo in questione, non esitate e scrivete pure qui sul blog!
Simone
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Lemon Tree, film diretto dall’israeliano Eran Riklis, già autore di Zohar e La sposa siriana, racconta la storia coraggio di una donna, Salma, interpretata da Hiam Abbass, una vedova palestinese che vive in un villaggio della Cisgiordania.
Palestinesi ed isrealiani sono stati spesso protagonisti di film interessanti, soprattutto ai festival. Il tema è scottante, delicato, sempre di attualità e si presta facilmente al coinvolgimento o alla partigianeria.
Il giardino dei Limoni, presentato in anteprima al Festival di Berlino 2008, e nella sezione fuori concorso alla 26ma del TFF, è un leggerissimo racconto, visto dall’altra parte del mondo, il Medio Oriente, paese in continua evoluzione; speranza, ottimismo, pessimismo, nuovi orizzonti, rivoluzioni, un giorno nuovo, il futuro, il passato, sono parole usate per descrivere la situazione di un luogo dove è accaduto di tutto.
Limoni VS Olivi
Non esistono molti film dedicati ai giardini e alle piante, anche se in quelli che raccontano della situazione tra Israele e Palestina si tratta spesso il tema della devastazione del territorio e dello sradicamento degli olivi. Io però volevo usare una pianta differente, sempre molto presente nella nostra terra, ma che non desse, con la sua presenza, una connotazione così forte e pesante. Il limone è una pianta semplice e leggiadra, dai frutti bellissimi ma che praticamente non si possono mangiare e soprattutto non è carica del significato morale e storico che ormai viene dato all’olivo.
Film non manipolato
I registi che affrontano il tema di questa guerra tendono a schierarsi da una o dall’altra parte. In questo io sono orgoglioso di me perché penso che fino a che questo sarà il modo di vedere il conflitto non si faranno mai dei passi avanti. Ho cercato nel mio film di mostrare le due realtà in contrapposizione senza manipolarle. Anche la scena degli alberi tagliati è reale, così come lo è la speranza che questi alberi un giorno possano tornare ad essere pieni di limoni.
La moglie del Ministro
La moglie del Ministro non è altro che il simbolo della volontà di entrambi i popoli che questa situazione cambi verso la pace. La gente è stanca, depressa, in crisi e vorrebbe tornare a vivere un’esistenza normale. D’altra parte però ogni giorno questi popoli si svegliano e devono fare i conti con un passato di sofferenza, di lutti e di sangue. Nasce quindi una contrapposizione tra quello che si vorrebbe per il proprio bene e ciò che ognuno deve ricordare come proprio vissuto. A causa di questo pensiero perpetuo cresce una sorta di egoismo negli animi delle persone, che le porta a non vedere e più spesso a non capire i bisogni e i coinvolgimenti di chi abita loro accanto.
Mai oltre la realtà

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