giovedì 17 febbraio 2011

VIAGGIO ALLA MECCA - DIBATTITO

Cari visitatori,
dopo la discussione di oggi pomeriggio su VIAGGIO ALLA MECCA, vi propongo 2 tracce per proseguire la discussione da qui al 18 MARZO, appuntamento per la proiezione del 3° film, IL VENTO FA IL SUO GIRO di Giorgio Diritti.



TRACCIA 1:
Durante il dibattito sono emersi degli spunti interessanti di analisi su VIAGGIO ALLA MECCA (il rapporto padre/figlio e la sua evoluzione nel corso del film, la presenza dell'interrogativo religioso/spirituale, il personaggio del padre e la sua "spiritualità", la presenza dei vari personaggi secondari che i due incontrano sul percorso, il senso della tradizione familiare, nell'attaccamento del personaggio del padre alla vita, ecc.). Aggiungi anche tu degli spunti di discussione, commentando questo post. Ricordati di inserire un titolo nel tuo commento che ci permetta d inidividuare i vari filoni di discussione.

TRACCIA 2:
A lezione abbiamo visto i primi 3 minuti de IL GIARDINO DEI LIMONI e di VIAGGIO ALLA MECCA. Abbiamo visto in che modo, nei due film, Eràn Riklis e Ismael Ferroukhi intrroducono i vari personaggi, presentano le due situazioni, ci forniscono informazioni sui rapporti tra i personaggi. Nel dibattito in classe abbiamo individuato, "a caldo", varie differenze sia neio contenuti che nei modi di costruire questi film.
Qualsiasi spunto di analisi è gradito :-)

Grazie di nuovo a tutti per la lezione di oggi e un abbraccio collettivo!

S/F/B

4 commenti:

  1. Principali differenze che emergono dalla messa a confronto dei due film.

    Riallacciandomi al discorso che non ero
    riuscita a terminare oggi pomeriggio, volevo esporre le differenze che a prima vista ho notato vedendo i primi tre minuti di entrambi i film:
    Nel giardino dei limoni a mio parere fin dalla prima inquadratura viene sottolineato il legame tra Salma e suoi limoni, legame che sarà poi il cardine a cui ruoterà l'intero film. Questo si può notare dalla dedizione che Salma ha nel curare anche le azioni più quotidiane. Ma tutto questo ci viene proposto, oserei dire in sordina, poichè non vi è traccia di alcun dialogo, se si esclude lo scambio di informazioni dei due operai.
    In viaggio a la Mecca invece, il regista è più diretto, e in pochi minuti riesce a sintetizzare moltissime informazioni, su cui poi si baserà tutta la storia. Un'ulteriore differenza è il contesto nel quale le due scene vengono proiettate: perchè se ne "Il giardino dei limoni" Riklis ci propone un'ambientazione intima e personale, quale è la casa di Salma, non si può dire lo stesso di Ferroukhi che ambienta la prima scena in una discarica.
    Alla base vi sono sicuramente due diverse impostazioni (probabilmente dovute anche alle diverse origini di entrambi i registi) che però non mi sento in grado di paragonare in quanto troppo diverse l'una dall'altra.
    Saluti,
    Fabiola.

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  2. Ciao a tutti!

    1. PRESENTAZIONE DELLA SITUAZIONE
    Riguardo a questo primo aspetto del tuo commento, è certamente collegato al fatto che i film presentano due diversi impianti narrativi alla base.
    In GDL, questi primi tre minuti non ci introducono che una parte (Mira, Salma, Abu) dei vari personaggi che poi compariranno nel film. Basti pensare al personaggio di Ziad, l'avvocato, che entra in scena solo intorno alla mezz'ora. D'altra parte, nei primi tre minuti di VM conosciamo già i due protagonisti del film, che conta, peraltro, molti meno personaggi rispetto a VM.
    Questo fatto dipende dalla differenza tra gli impianti narrativi dei due film (@Daniele). GDL presenta un impianto classico, costituito da una vicenda principale (il main plot) e da una serie di situazioni minime secondarie, che riguardano altri personaggi (subplots) e questi vari livelli narrativi si intrecciano in più punti del film, dando luogo a una serie di reazioni di causa-effetto che provocano lo svolgersi della trama. In VM, invece, l'impianto narrativo è molto più semplice, un road-movie in cui sono, potremmo dire, inanellati vari episodi che hanno come unico legame tra loro il fatto di essere tappe del viaggio dei due protagonisti. Se in VM abbiamo a che fare con degli episodi, in GDL abbiamo invece a che fare con vere e proprie fasi di un racconto.

    Sarebbe interessante, sempre in relazione a approfondire un aspetto delle considerazioni di Fabiola riguardo a VM. Se per GDL Fabiola spiega in modo abbastanza preciso cosa ci comunica il film in questi tre minuti, per VM è stata un po' più vaga. Sarebbe interessante capire in che cosa consiste questa "densità narrativa" di Ferroukhi.


    2. LA LOCATION
    Riguardo a questa seconda considerazione che fai sui luoghi, credo che la risposta sia in parte legata a quanto abbiamo già evidenziato circa la complessità della struttura narrativa. Infatti, in GDL Riklis decide di mostrarci Salma nella sua casa come prima inquadratura perchè la casa è un elemento che ci fornisce una miriade di informazioni su di lei: la povertà dei materiali con cui è costruita (in opposizione alla casa moderna dei Navon), i muri spogli, gli scaffali pieni di oggetti. Questa importanza che GDL dà alla casa serve a sottolineare il tema intorno a cui ruota tutto il main plot del film, cioè l'attaccamento alla terra e il senso di appartenenza. Certamente, il motivo della scelta di questo tema sta nel fatto che nel contesto storico/geografico a cui fa riferimento il film ciò che è messo in discussione è proprio l'appartenenza di due popoli alla terra (questo, a prescindere da considerazioni politiche e ideologiche).
    In VM, invece, Ferroukhi non sembra voler evidenziare un legame particolare dei personaggi con la loro casa. D'altra parte, il film racconta proprio l'allontanamento dalla propria casa. Oppure, invece, racconta un viaggio per raggiungere la propria "vera" casa, cioè La Mecca. Una casa dove il padre troverà il completamento della propria vita spirituale e Réda ritroverà suo padre...

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  3. Sì, in GDL il personaggio principale, Salma, è già a casa, una casa-terra insidiata, da difendere per quanto spoglia e disadorna, ma lì è la sua storia, lì sono le sue origini, le sue radici... in VM la casa è altrove, tutti i luoghi, come la vita, sono di passaggio, il personaggio del padre non ha collocazione effettiva se non nel luogo meta del viaggio. Lui nè è consapevole, il figlio non lo sa, il lungo viaggio insieme lo aiuterà a capirlo.

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  4. Trasformazione del rapporto padre/figlio durante il viaggio

    Sono tornata stamattina su VM e mi sento di proporre questa riflessione.Il viaggio dei due personaggi mi è parso è un viaggio di separazione, non tanto fisica (visto che nella parte finale del film c'è la morte del personaggio padre), quanto una separazione interna. Il viaggio ha permesso,secondo me, al figlio di fare un rapporto più profondo con il padre, riconoscerne una sua validità, ma allo stesso tempo gli ha permesso di afferrare e affermare la propria identità, inevitabilmente e necessariamente diiversa dal padre. Ora sì che è libero internamente di esprimere se stesso e di recuperare una immagine valida del padre. Ora sì che sa chi è perché si è separato con affetto dal padre, ora sì che si è svezzato e può camminare sulle sue gambe,con il borsone in spalla per la sua strada.

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